L'Accademia della Cattedrale di San Giovanni è un centro di irradiazione culturale nel segno e nel senso della spiritualità; un metaforico primo motore aristotelico per avviare momenti di riflessione e di fruizione artistica, nel tentativo di conciliare, alla luce del cristianesimo e del dialogo interreligioso, le ragioni dell'intelletto con le ragioni del cuore.

Così potremmo definire l'Accademia della Cattedrale di San Giovanni, associazione costituita sul finire del 2017, per dare luogo, in un luogo fondamentale come il Duomo di Torino - punto focale della religiosità piemontese - a percorsi di filosofia pratica, di pensiero vivo e applicato nelle forme espressive dell'arte, nella dimensione simbolica della creatività al servizio dello spirito.
Quando alcuni anni fa chiesero al più grande regista teatrale vivente, Peter Brook, in che cosa consistesse il suo lavoro, la sua risposta fu di una semplicità disarmante, eppure per certi versi metafisica: "Io sono un animatore, perché metto l'anima in tutto quello che faccio".
Con tutta l'umiltà del caso, la nostra Accademia è incentrata su queste parole: animare lo spazio storico-architettonico della Cattedrale di San Giovanni significa esaltarne l'anima, il soffio vitale del creato, in esso conservato, protetto e profuso.

In tal senso, fra tutte le possibilità di metterci in cammino, abbiamo scelto la musica, l'arte dei suoni, ma anche e forse soprattutto del tempo e del silenzio, che contribuisce, come sosteneva von Balthasar, a dare forma al divino, a rendere percepibile la presenza di Dio fra gli uomini.
Da queste intenzioni deriverà ben presto, nel concreto della prassi musicale, un nuovo ensemble cameristico: "I Virtuosi dell'Accademia di san Giovanni".

"Lo spirituale nell'arte" è il titolo che abbiamo scelto per il nostro progetto inaugurale, titolo che riprende quello di un celebre saggio di Kandinskij: una prospettiva di meditazione capace di sintetizzare una visione del mondo, il cui fuoco è la liturgia dell'amore cristiano.
"Amarsi vuol dire seminare", ha scritto Edgar Morin. In tal senso, nell'attesa provvidente di futuri raccolti, la nostra solerte, appassionata semina è appena cominciata.

 

don Carlo Franco

parroco del Duomo di Torino

presidente dell'Accademia della Cattedrale di San Giovanni